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Enrico Vesco da assessore a ristoratore, ecco il menù che non t’aspetti

Di lui mi ha sempre colpito la sua fede inossidabile per il sol dell’avvenir. Non fraintendetemi. Non il gonzo legato ad ideali anacronistici crollati con il muro di Berlino. Ma pur sempre un politico che nello svolgimento delle sue funzioni ha messo in primo piano il senso della collettività e lo spirito di servizio. Rigoroso almeno quanto la sua taglia. Educato e sorridente, si porgeva con moderatezza ma senza giri di parole. Solitamente pacioso ma severo quando venivano messi in secondo piano i diritti dei suoi elettori. Un buon assessore, rispettabile insomma, anche se dopo l’ultima tornata con Claudio Burlando non è riuscito a ripetere la prestazione. Vuoi per incomprensioni con la Paita, vuoi per il misero risultato della Paita stessa. Una sola cosa di lui mi ha sempre incuriosito e riguarda la sfera personale. Come abbia fatto uno come lui, duro e puro, a decidere di intraprendere una vita in comune con l’attuale compagna che fino a qualche tempo fa svolgeva il lavoro di giornalista per “Il giornale” con una schiera di direttori di centro destra che vanno da Vittorio Feltri a Maurizio Belpietro sino ad Alessandro Sallusti. Certo non è detto che la linea del giornale per cui si lavora debba rispecchiarsi in tutto e per tutto nelle idee del giornalista. Spesso il tengo famiglia ha la meglio sulla coerenza. Eppero’ comunque, secondo me il buon Enrico Vesco ha dato, a suo modo, una dimostrazione di coerenza. Non è forse vero che l’amore è cieco? Così a 51 anni si ritrova con una compagna, due figli piccoli che gli hanno fatto cambiare idea sulla convivenza e la paternità. Come se chiusa una porta, quella della politica, se ne fosse aperta un’altra. Dall’ipercinesi all’andamento lento. Evidente dimostrazione che a qualcuno, anche se superata la mezza età, e’ concessa una seconda occasione. Sempre che abbia voglia di rimettersi in gioco. Perciò Enrico, dopo essere stato per cinque anni il segretario particolare di Nerio Nesi, il banchiere rosso, transitato come presidente della commissione attività produttive della camera dei deputati e poi diventato ministro dei lavori pubblici, dopo svariate stagioni di lavoro politico fra Comune e Regione, ha deciso di cambiare attività. Altri avrebbero pietito un posto di sottogoverno o in qualche fondazione. Lui ha deciso di darci un taglio netto e di provare a dare un seguito alla sua passione: la cucina. Così da domani inizierà un’altra avventura da chef dietro ai fornelli. E la data di apertura della locanda del Viandante a Vezzano Ligure vuole essere soltanto un augurio di buon auspicio per la nuova attività. Del resto al nostro come per l’appetito non ha mai fatto difetto un’altra dote: l’autoironia. Così tra il serio e il faceto, fra il brasato e il pesce… d’aprile vorremmo provare a consigliare al nostro chef un menù. Magari solo per la giornata a di oggi. Eccolo

ANTIPASTI

Insalata russa alla Pastorino
Parol au vent alla Pucciarelli

PRIMI PIATTI
Crema di miglio Bruno con porri stufati alla Antonio
Spaghetti con Alici fresche alla Salvatore
Rixi e bisi alla Edoardo
Risotto alla fiamma alla De Paoli
Ravioli al fois gras con salsa allo scalogno alla Burlando
Ravioli alla puttanesca alla Cofferati
Ravioli alla boscaiola alla Bruzzone
Ravioli con pomodori pelati alla Berrino
Ravioli al sugo di tonno alla Scialfa

SECONDI PIATTI

Merlo arrosto alla Sora Lella
Brasato alla De Paoli
Bollito alla Toti con salsa verde alla Piana
Vorshmak alla Quaranta
Rossetti bolliti con limone
Toti(netti) fritti
Tonno rosso alla Renata Briano
Melone Cavo ripieno di code di gambero alla Ilaria
Trota alla mugnaia Bruzzone

Dolci

Tortini con marmellata alla Burlando
Ciambelle al doppio incarico di cioccolato alla Lilli Lauro
Cassatelle alla Sora Lella
Biancomangiare alla Lunardon
Cannoncino con crema alla Pinotti

Per gli amanti della pizza la specialità della casa: pizza alle tre regioni, Liguria, Veneto e Lombardia. Chef permettendo.

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